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La Carpenteria Meccanica e il mondo del lavoro

La Carpenteria Meccanica e il mondo del lavoro

Carpenteria pesante

Il settore della carpenteria meccanica sta affrontando, oltre al problema dell’aumento del prezzo dell’acciaio, il problema del reperimento di personale specializzato.

Le aziende si trovano di fronte ad un rialzo abnorme dei prezzi delle materie prime (vedi il costo dei coils a freddo) e di conseguenza devono meglio gestire le risorse per compensare i costi necessari per mantenere gli standard di qualità e produzione richiesti dal mercato.

Anche nel reperimento di figure specializzate si assiste a una crescita della domanda che, però, fatica a completarsi per diversi fattori.

Primo tra tutti il divario che esiste tra la formazione scolastica, offerta dagli istituti professionali, e l’effettiva richiesta professionale delle imprese.

Parliamo anche di “reskill and upskill”, cioè quell’ambito di riqualificazione e aggiornamento delle competenze necessarie per sostenere le attuali transizioni, tra i quali l’aspetto verde e digitale.

Investimenti e riforme, in ambito scuola-lavoro, dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo delle competenze tecniche e sull’istruzione/formazione professionale, soprattutto dei giovani che entrano nel mercato del lavoro.

Il settore della Carpenteria Meccanica

Nel nostro settore le figure richieste sono gli operai addetti alla produzione, montaggio e riparazione di strutture in acciaio e in altri metalli pesanti (leghe d’alluminio, rame, ferro).

Alcune delle attività richieste agli operai carpentieri sono:

  • lettura della documentazione tecnica (disegni, planimetrie e dettagli sulla meccanica)
  • scelta e  utilizzazione di utensili e macchine (saldatrici ossiacetilenica, al plasma, a elettrodo, MIG-MAG, TIG, macchine a controllo numerico, torni, fresatrici) per l’assemblaggio di materiali ferrosi
  • computer e software per disegni tecnici (CAD dedicato).

Mansioni che l’operaio di carpenteria amplia ad altre attività, quali:

  • manutenzione e controllo dell’attrezzatura dei macchinari e degli utensili previsti, nonché esecuzione di semplici lavori di riparazione
  • registrazione dei dati tecnici relativi al processo lavorativo e ai risultati.

Il costruttore di carpenteria, inoltre, può impiegare la propria professionalità tecnico-pratica nei reparti produttivi di industrie e officine meccaniche che si occupano di:

  • produzione di particolari – di serie e non – alle macchine per il taglio e la deformazione di lamiere e profilati
  • assemblaggio mediante saldatura dei particolari sopra descritti
  • manutenzione, nell’ambito meccanico, degli impianti produttivi e di distribuzione.

Diventa essenziale quindi, per svolgere questa professione, acquisire le competenze direttamente sul posto di lavoro, cioè nello stabilimento a diretto contatto con la realtà della produzione.

Ciò avviene con molta difficoltà in quanto le nuove leve operaie si presentano in azienda preparati nella teoria ma carenti nella pratica.

 

Carpenteria metallica

Le entrate previste per area funzionale, secondo i programmi occupazionali delle imprese della Regione Veneto di giugno 2021, rilevato dal sistema delle camere di commercio Unioncamere di Roma (www.excelsion-unioncamere.net)

 

Alternanza scuola-lavoro

In presenza di una normativa e di una didattica che attraverso l’esperienza pratica aiuta a consolidare le conoscenze scolastiche (parliamo dell’Alternanza scuola-lavoro – legge 107 del 2025), si riscontra, purtroppo, quanto siano insufficienti le ore dedicate a questo obiettivo (200/400 ore nel triennio delle scuole superiori).

Quello che viene definito “un cambiamento culturale per la costruzione di una via italiana al sistema duale, che riprende buone prassi europee, coniugandole con le specificità del tessuto produttivo ed il contesto socio-culturale italiano” dimostra quanto ancora lungo sia il percorso da fare.

In altri paesi europei come la Germania è attivo il Duale Ausbildung, termine che tradotto dal tedesco significa “formazione duale” (la nostra Alternanza scuola-lavoro).

Come funziona l’Ausbildung

L’Ausbildung non è una scuola alla quale ci si iscrive per frequentare un corso, bensì un rapporto tra azienda e apprendista veicolato mediante un contratto (Ausbildungsvertrag), solitamente dalla durata di 2/3 anni.

“A quindici anni, lo studente tedesco deve scegliere: proseguire gli studi accomodandosi tra i banchi di un liceo generalista oppure partecipare al sistema duale. Ma in cosa consiste, esattamente? Nel Duale Ausbildung, i ragazzi trascorrono un terzo del tempo a scuola e i rimanenti due terzi in un’impresa con un contratto di apprendistato.

Una volta terminato (con successo) il percorso, il ragazzo da studente diventa un lavoratore”. [*]

L’Ausbildung viene retribuito tra i 400 e gli 800 Euro circa al mese e pagato in modo progressivo nel corso del tempo (400 Euro il primo anno, 500 Euro il secondo e così via).

Non si tratta di un vero e proprio stipendio, bensì di un Auszubildendenvergütung, ossia di un contributo per la copertura delle spese.

La settimana dell’Azubi (Auszubildender, ossia l’apprendista) si divide tra una formazione teorico-scolastica, che dura in genere tra le 8 e le 12 ore settimanali, e una parte pratica dove si applicano le nozioni imparate diretamente sul luogo di lavoro.

Se ti interessa approfondire, questo è un sito di riferimento: www.ausbildung.de

Differenze del sistema formazione tra Italia e Germania

In Germania, la formazione professionale è pensata, programmata e regolata dal centro, mentre la scuola è gestita ai singoli Land (i programmi del sistema duale vengono formulati e ideati a livello centrale con il coinvolgimento delle parti sociali).

In Italia, accade esattamente il contrario e la gestione è differente.

Il sistema duale tedesco prevede anche la presenza di scuole professionali che integrano la formazione degli studenti in apprendistato con un periodo scolastico per circa un terzo del tempo

Può accadere che le scuole professionali si sostituiscono all’apprendistato, quando i giovani non riescono ad essere selezionati dalle imprese.

Previsioni e obiettivi

Il sistema lavoro in Italia riscontra così diversi punti di criticità che, a fronte di previsioni occupazionali che ben fanno sperare, dovrebbero essere analizzati dagli uffici studi governativi.

 

lavoro professionale

Le tendenze di entrate di personale per settori, per il periodo giugno-agosto 2021, secondo le previsioni dell’Area politiche attive del lavoro di Unioncamere (Roma)

Contestualmente guardiamo avanti e puntiamo sulla nostra tenacia per lasciarci alle spalle questo periodo burrascoso.

Se ti può interessare leggi anche: Prezzo coils a freddo: raggiunto nuovo record a 1000 Euro a tonnellata

Guarda e scaricati il report sull’indagine Unioncamere di giugno 2021 per la Regione Veneto.

 

La Redazione

 

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*Fonte articolo: “Come funziona l’alternanza scuola-lavoro in Germania” di Mirko Spadoni su www.ti-mag.it

Report sulla domanda di lavoro delle imprese della Regione Veneto di Unioncamere di Roma (fonte www.excelsior.unioncamere.net)

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Il settore terziario punto di forza del Made in Italy

Il settore terziario punto di forza del Made in Italy

Carpenteria pesante

I prodotti progettati e realizzati in Italia sono conosciuti in tutto il mondo come sinonimo di affidabilità, qualità e durata.

Il valore del Made in Italy si distingue sempre nelle classifiche delle produzioni dei maggiori competitor internazionali.

Settori come il lusso (l’Italia è in terza posizione mondiale nella produzione), il farmaceutico, l’alimentare, l’automotive, l’oil&gas, l’industria delle tecnologie avanzate come l’aerospazio e molti altri sono un vanto per tutto il “sistema Italia”.

Nel settore della carpenteria pesante, con le opere e i manufatti di medie-grandi dimensioni, l’Italia si mette in evidenza per l’export.

Alcuni dati sul mercato internazionale

È da pochi giorni la notizia del recupero annuo del Made in Italy dopo il periodo della pandemia.

I mercati registrano un incremento mensile del 3,2% legato all’aumento delle vendite sia verso l’area Ue (+3,7%) sia verso i mercati extra Ue (+2,6%).

Nel primo trimestre del 2021, rispetto al precedente, l’export aumenta del 2,6%, l’import del 5,0%.

Tra i settori che contribuiscono maggiormente all’aumento tendenziale dell’export si segnalano macchinari e apparecchi (che crescono del +32,3%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+35,4%), autoveicoli (+80,1%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+43,6%).

Export: il cavallo di battaglia del Made in Italy

Per quanto riguarda le esportazioni i dati, su base annua, delle vendite crescono verso tutti i principali paesi partner:

  • Germania (+30,6%),
  • Francia (+39,0%),
  • Spagna (+37,4%),
  • Svizzera (+35,7%),
  • Paesi Bassi (+51,6%).

La crescita tendenziale dell’export (+4,6% nel primo trimestre 2021) è dovuta in particolare all’incremento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+13,7%), macchinari e apparecchi n.c.a. (+8,5%), autoveicoli (+22,3%) e apparecchi elettrici (+14,9%). [*]

Digital e automazione

In termini di tecnologie di produzione e sul lato della digitalizzazione e dell’automazione sono molte le aziende che si sono distinte negli ultimi anni.

In questo ambito il piano nazionale Industria 4.0 sta contribuendo non solo all’inserimento di beni strumentali di primo livello all’interno delle aziende, ma anche alla formazione di competenze tecniche-manageriali adeguate alle sfide dei nostri tempi.

Parola d’ordine: innovare

Una delle azioni trainanti delle aziende italiane è proprio la ricerca di nuovi prodotti. Dal design alle scelte di business il “sistema Italia” si dimostra vincente nel confronto con altre nazioni.

Uno dei fattori considerati nella fase di scelta del consumatore è proprio nell’origine del prodotto.

Se viene ideato, assemblato e commercializzato da aziende italiane il prodotto acquisisce un plus-valore e il prezzo finale passa in secondo piano.

E questo viene confermato dall’aumento della domanda di prodotti italiani nel mondo che è in continua crescita: il mix di autenticità e tipicità territoriali permettono quella differenziazione vincente, nel mercato globale.

Il Made in Italy non è solo un marchio ma anche un valore dato dalla creattività e dalle abilità dei produttori italiani.

Se poi si aggiunge la scelta delle materie prime, la realizzazione su misura in base alle esigenze del cliente e l’assistenza post-vendita allora si spiega il motivo del successo.

Un esempio: il magazzino per lastre fotolito di Co.Mec. Solutions

Il progetto di un magazzino di lastre fotolitografiche, per un’azienda della Corea del Sud, è stato fornito alla Co. Mec. Solutions da un ingegnere di Verona.

Stiamo parlando di un macchinario lungo 12 mt e largo 2,3 mt con tre magazzini di deposito delle lastre di alluminio per la stampa.

La sua funzione è quella di distribuire, a seconda delle esigenze, le lastre fotolito nei diversi settori di stampa dove vengono incise.

Magazzino lastre stampa

Macchinario con n.3 magazzini di lastre per la stampa litografica prodotto da Co.Mec. Solutions Srl

L’azienda capofila del progetto, con sede a Londra, dopo la realizzazione della prima macchina ne ha commissionata una seconda che è rimasta in Italia.

Il motivo per il quale un’azienda estera si è rivolta al mercato italiano è stato la mancanza di personale specializzato in grado di costruire l’intera struttura, in quanto fuori dai loro standard.

Pertanto tutta la costruzione del magazzino, dalla componentistica all’assemblaggio (esclusa la parte software), si è svolta nello stabilimento di Co.Mec. Solutions di Buttapietra (Verona).

Ecco come il Made in Italy è apprezzato nel mondo, proprio per l’attività “sartoriale e su misura” concepita sulle esigenze del cliente.

 

Giangluca Zuccher
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[*] Fonte dati: Il Sole 24 ore del 18 maggio 2021. Articolo a firma di Luca Orlando. Link: https://www.ilsole24ore.com/art/made-italy-oltre-livelli-pre-covid-AELVD2J

Foto di copertina: Dan Gold per Unsplash.com

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Il futuro guarda all’acciaio con basso tenore di carbonio

Il futuro guarda all’acciaio con basso tenore di carbonio

Carpenteria pesante

L’industria siderurgica sta cambiando volto per fornire prodotti e servizi a basso impatto ambientale.

Il futuro del comparto guarda alla riduzione di emissione di anidride carbonica e altri gas serra.

La produzione di ferro e acciaio, da sempre alimentata dal carbone, deve guardare a preservare lo stato del nostro pianeta, pena l’inarrestabile degrado degli elementi fondamentali per la sopravvivenza umana, quali aria, acqua e suolo.

Parliamo di acciaio

La trasformazione del settore produttivo internazionale siderurgico tende alla produzione di “acciaio verde”.

Il linguaggio associato a questo cambiamento è ancora in via di sviluppo e siamo in presenza di un’ampia varietà di espressioni.

Queste espressioni sono spesso usate in modo intercambiabile, ma a volte possono contenere significati anche molto diversi.

Cosa intendiamo con l’espressione “acciaio verde”?

Acciaio verde è per alcuni semplicemente un termine di marketing, senza precisa definizione.

All’estremo opposto, alcuni ritengono che sia un termine che necessita di un più ampio significato che copra l’intero ambito della sostenibilità.

E il problema non è solo con l’acciaio verde.

L’acciaio verde può essere chiamato anche acciaio pulito o acciaio a zero emissioni di carbonio.

E dove sono le linee tracciate tra acciaio a zero emissioni, acciaio a zero carbonio e acciaio a basso tenore di carbonio?

L’industria dell’acciaio in Europa e nel mondo sta lavorando per sviluppare una nuova famiglia di prodotti con un carico di carbonio molto inferiore rispetto al passato.

Questo acciaio a basso tenore di carbonio è prodotto utilizzando tecnologie e pratiche che determinano emissioni significativamente inferiori rispetto alla produzione convenzionale.

Nel 2021 la maggior parte dell’acciaio viene prodotto utilizzando riducenti a base di combustibili fossili, tuttavia molti produttori di acciaio hanno implementato o stanno sviluppando tecnologie che riducono le emissioni dal processo di produzione dell’acciaio. 

Questo è quanto emerge da un recente intervento di Andrew Purvis e Nicholas Walters di World Steel Association (WSA).

La produzione nel mondo

Ecco alcuni esempi di società produttrici di acciaio che hanno iniziato il cambiamento nel metodo produttivo.

Aço Verde do Brasil utilizza carbone al 100% per produrre prodotti in ferro e acciaio a basso tenore di carbonio.

ArcelorMittal sta costruendo un impianto su larga scala a Gand, in Belgio, per convertire i gas di scarico delle acciaierie in etanolo, che può essere utilizzato in un’ampia gamma di applicazioni, inclusa la produzione di combustibili sintetici.

Una struttura commerciale simile ha iniziato a funzionare nel 2018 a Shougang Steel in Cina, producendo 30 milioni di litri di etanolo da vendere nel primo anno di attività.

Alla Emirates Steel negli Emirati Arabi Uniti fino a 800kt di CO2 all’anno vengono catturati dal flusso di gas ricco di CO2 dall’impianto di produzione del ferro prima di essere iniettato in un giacimento di petrolio maturo per lo stoccaggio permanente

La Rocky Mountain Steel di E VRAZ ,in Colorado, sta passando dal carbone al solare. L’impianto EVRAZ sarà il più grande impianto solare in loco del paese dedicato a un singolo cliente.

La Cina, il Giappone e gli USA

HBIS (Hesteel Group Company Limited) uno dei principali produttori cinesi di acciaio, sta realizzando un progetto dimostrativo DRI per la metallurgia dell’idrogeno con una capacità di 1,2 Mt.

Il progetto utilizzerà le tecnologie dell’idrogeno verde e blu per esplorare un percorso verso l’azzeramento delle emissioni di CO2 dal processo di produzione del ferro e dell’acciaio.

Il micro laminatoio di Nucor a Sedalia, nel Missouri, è il primo impianto siderurgico statunitense a funzionare con l’energia eolica.

L’impianto è una partnership tra la società siderurgica e l’utility locale, che alimenterà l’impianto dopo un accordo di acquisto di energia tra le società.

Tata Steel sta sviluppando una nuova tecnologia di fusione innovativa attraverso il progetto HIsarna. La tecnologia HIsarna può produrre ferro senza forni a coke o impianti di agglomerazione, producendo un flusso di gas di scarico ricco di CO2 ideale per la CCS.

Thyssenkrupp Steel e Nippon Steel Corporation hanno avviato una serie di test sull’uso dell’idrogeno in un altoforno funzionante, volti a ridurre significativamente le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione dell’acciaio.

 

acciaio green

La produzione di acciaio con bassa percentuale di carbonio è un obiettivo delle industrie siderugiche di tutto il mondo. Foto di Daniel Faziom per Unsplash.com

 

Tecnologia per un cambiamento

L’acciaio prodotto utilizzando tutte queste tecnologie può essere considerato acciaio a basso tenore di carbonio, anche se è probabile che ciò che oggi è considerato tale possa essere diverso entro il 2050, quando le normative, le aspettative della società e le tecnologie saranno completamente cambiate.

L’acciaio verde viene utilizzato in molte parti diverse, spesso nel contesto della commercializzazione di nuovi prodotti più rispettosi dell’ambiente. 

È stato usato per riferirsi all’acciaio prodotto utilizzando una tecnologia innovativa, all’acciaio prodotto da rottami, acciaio riutilizzato e rigenerato e acciaio convenzionale con emissioni compensate attraverso il ritiro di unità di carbonio.

Per essere veramente a zero emissioni di carbonio, l’acciaio dovrebbe essere prodotto senza alcuna emissione di CO2.

Previsioni per il 2021

Questo è un livello molto alto da raggiungere ed è difficile concepire una tecnologia di produzione che possa raggiungere l’obiettivo nel 2021.

Molte industrie potrebbero investire in tal direzione, ma lo zero assoluto è probabilmente irraggiungibile senza l’uso di compensazioni per le emissioni residue di carbonio.

Questo è il parere degli autorevoli esperti di World Steel Association (WSA), Andrew Purvis e Nicholas Walters.

Le emissioni residue, inoltre, possono derivare nella catena di approvvigionamento dall’uso di elettrodi a carbone o dall’uso di gas naturale nei processi associati.

In definitiva, l’acciaio deve contenere del carbonio per differenziarsi dal ferro puro. 

Sebbene il carbonio legante essenziale possa provenire da fonti non fossili, la sua presenza rende l’acciaio “a zero carbonio” un termine improprio.

Se, tuttavia, è possibile raggiungere un equilibrio tra i gas serra immessi nell’atmosfera durante la produzione di acciaio e le emissioni sottratte all’atmosfera dai pozzi, l’acciaio risultante può essere definito come zero netto o acciaio a zero emissioni .

La produzione di acciaio a zero netto può richiedere compensazioni in altri settori per raggiungere la vera neutralità, ed è importante che, se vengono fatte affermazioni di neutralità del carbonio, i produttori siano trasparenti sulle metodologie usate.

Alcune aziende siderurgiche stanno iniziando a commercializzare acciaio senza fossili. L’acciaio senza fossili è l’acciaio prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili come carbone o gas naturale, né energia derivata da combustibili fossili.

Tutto l’acciaio esente da fossili sarà a basso tenore di carbonio, ma non tutti gli acciai a basso tenore di carbonio possono essere descritti come privi di fossili. 

Acciaio a basso tenore di carbonio

Ad esempio, l’acciaio a basso tenore di carbonio prodotto in un impianto che cattura e stocca il carbonio (CCS) può ancora utilizzare gas naturale o carbone, e impedire l’emissione di CO2 nell’atmosfera.

Il carbonio dovrà essere aggiunto al ferro ridotto con idrogeno per trasformarlo in acciaio attraverso il processo di raffinazione.

La conversazione sul cambiamento climatico è spesso condotta in termini di necessità di decarbonizzare la società.

Molte tecnologie innovative promettenti continueranno a utilizzare il carbonio come agente chimico riducente, ma prevengono il rilascio nell’atmosfera di gas serra dannosi.

Quindi, mentre le emissioni della nostra industria alla fine saranno decarbonizzate, il processo di produzione potrebbe non esserlo.

Rimaniamo comunque speranzosi nella tecnologia applicata alla produzione di acciaio a basso tenore di carbonio.

Il futuro dipende dalla ricerca, che non deve fermarsi.

 

Giangluca Zuccher
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Riferimento: articolo del 12 aprile 2021 su www.worldsteel.org

“What we mean when we talk about low-carbon steel”

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Il nuovo Mini Depallettizzatore è la soluzione per le piccole e medie aziende. La parola a Gianluca Zuccher

Il nuovo Mini Depallettizzatore è la soluzione per le piccole e medie aziende. La parola a Gianluca Zuccher

Carpenteria pesante
Co.Mec Solutions è presente sul mercato della carpenteria meccanica da oltre 30 anni, sviluppando progetti specifici per diversi settori merceologici.

In questa ottica è nato l’innovativo Mini Depallettizzatore. Una macchina studiata per ottimizzare i tempi necessari all’operatore di magazzino per spostare vasi di vetro, barattoli o lattine dal pallet alla macchina di linea.

Ogni macchina viene realizzata su misura in base alle esigenze del cliente e personalizzata a seconda dell’ambiente in cui deve operare. Un concetto, quello del “Tailor Made” preso come riferimento per soddisfare le più ampie necessità operative della committenza.

Ce ne parla Gianluca Zuccher, amministratore delegato di Co.Mec Solutions Srl, che propone questo Mini Depallettizzatore sul mercato del terziario.

Il nuovo Mini Dep è una novità nel mondo del packaging. Spiegami perché.

Il Mini Dep è la soluzione ideale per movimentare vasi in vetro, barattoli e lattine.

È stato progettato per svuotare e riempire ceste o bancali di merci a media velocità ottimizzando la procedura e riducendo il lavoro dell’operatore.

Di innovativo c’è tutto quello che possiamo fare con il Mini Dep/Pal abbinandoci la giusta testa.

Può essere utilizzato infatti sia come depallettizzatore, con testa aspirante per vasi senza tappo, sia come pallettizzatore, con testa magnetica per vasi con tappo in banda stagnata.

Tra l’altro funziona ad aria compressa e non necessita di energia elettrica.

Come è nato il progetto del Mini Dep.?

Il mio progetto è nato dopo la richiesta di una azienda che aveva il problema di spostare i vasetti di pomodoro da una macchina all’altra.

Il movimento era svolto completamente a mano: dalla cesta al nastro per tutto il giorno e con notevole sforzo da parte degli operatori.

L’azienda cercava una soluzione funzionale ma non troppo costosa.

Il Mini Dep. era la macchina perfetta per il cliente ma andava adattata con una piastra magnetica, ideale per attrarre il coperchio dei vasetti.

Dopo alcuni tentativi abbiamo ottenuto il risultato sperato e la macchina è stata spedita al cliente.

È stato fatto anche un corso personalizzato per il corretto utilizzo del macchinario.

È rimasto soddisfatto il cliente?

Direi di sì, infatti, quando dopo un po’ di tempo sono sceso dal cliente e sentire se c’era qualche problema, mi ha detto che il Mini Dep. gli ha cambiato la vita.

Lamentele? Nessuna, l’azienda non riesce più a farne a meno. 

La macchina in un minuto e mezzo scarica 200 vasetti, mentre prima era necessario il lavoro continuativo di due operatori.

Immagino sia una soddisfazione. Ed è la prova dell’utilità di questa nuova macchina per quelle piccole/medie aziende che fanno ancora tanti lavori a mano.

Sicuramente, sono proprio le piccole/medie aziende che ne traggono il maggior beneficio.

Co.Mec, proprio perché piccola e flessibile, può assecondare le necessità del cliente, e di questo ne vado orgoglioso.

Mi piace ingegnarmi per risolvere il loro problema e far diminuire loro i costi. 

Accompagno il cliente nella personalizzazione della macchina, a seconda delle dimensioni e delle necessità di funzionamento del braccio meccanico.

Questa è una cosa che le grandi aziende non fanno. E credo che sia questo che fa la differenza: personalizzo in base alle necessità.

 

>> Vedi gli approfondimenti e il video del Mini Dep/Pal in funzionamento sul sito web.

Mini Depallettizzatore

Mini depaletizzatore per vasi in vetro, lattine e scatolame

 

 

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Movimentazione di merci in magazzino: scopri la giusta soluzione per le tue necessità

Movimentazione di merci in magazzino: scopri la giusta soluzione per le tue necessità

Carpenteria pesante

La corretta movimentazione delle merci di magazzino per la preparazione degli ordini rappresenta uno dei segreti per ridurre gli errori e aumentare la produttività aziendale.

È necessario fare in modo che gli operatori siano opportunamente addestrati e che il magazzino sia dotato di idonei mezzi di sollevamento sottoposti a periodica manutenzione.

L’opzione che più garantisce la corretta movimentazione della merce è l’automazione dei sistemi di stoccaggio. 

Nelle piccole e medio aziende molte di queste operazioni sono ancora eseguite manualmente, con conseguenti problemi di spazio, tempo e di salute dei lavoratori.

I vantaggi dell’automazione di magazzino

L’automazione nella movimentazione delle merci di magazzino comporta una serie di benefici:

  • Una maggiore rapidità nel processare gli ordini
  • Più precisione nella gestione degli ordini
  • Maggiore sicurezza del magazzino
  • Un aumento della capacità di stoccaggio

Bisogna, inoltre, distinguere l’uso di “tecnologie fisse” realizzate su misura come i nastri convettori, pallettizzatori e depallettizzatori e le “tecnologie mobili” che adottano soluzioni robotiche.

Queste ultime offrono una grande flessibilità (vedi i veicoli a guida automatica) e soluzioni mirate come ad esempio i modelli delle macchine per l’inscatolamento.

Depallettizzatore

Il Depallettizzatore semi-automatico è una macchina a spinta con paletta ferma, progettata per togliere uno strato alla volta di vasi/bottiglie. Può essere programmata per sollevare più di 10 modelli diversi di vasi (Foto del modello DEP 50 Venturi di Co.Mec. Solutions Srl)

 

Il Mini Dep, rivoluzionario minidepalizzatore di Co.Mec. Solutions

Il nuovo  Mini Depallettizzatore/Pallettizzatore di Co.Mec. Solutions Srl è la soluzione ideale per movimentare vasi in vetro, barattoli e lattine.

È stato progettato per svuotare e riempire bancali di merci a media velocità ottimizzando la procedura e riducendo il lavoro dell’operatore.

Il Mini Dep/Pal può essere utilizzato sia come depallettizzatore, con testa aspirante, sia come pallettizzatore, con testa magnetica e può essere costruito con testa aspirante per vasi senza tappo o con testa magnetica per vasi con tappo di banda stagnata.

È un macchinario che aspira i vasi con l’aria compressa, senza corrente elettrica.

Ogni Mini Dep/Pal è costruito su misura in funzione a specifiche esigenze del cliente.

Racconta Gianluca Zuccher, amministratore di Co.Mec Solutions Srl:

“Il progetto del Mini Dep. è nato dopo la richiesta di una azienda che aveva il problema di spostare i vasetti di pomodoro da una macchina all’altra.

Il movimento era svolto completamente a mano: dalla cesta al nastro per tutto il giorno e con notevole sforzo da parte degli operatori.

L’azienda cercava una soluzione funzionale ma non troppo costosa.

Il Mini Dep. era la macchina perfetta per il cliente ma andava adattata con una piastra magnetica, ideale per attrarre il coperchio dei vasetti.

Dopo alcuni tentativi abbiamo ottenuto il risultato sperato e la macchina è stata spedita, con soddisfazione, al cliente.

Il cliente mi ha confidato, poi, che il Mini Dep. gli ha cambiato la vita e l’operatore del magazzino non riesce più a farne a meno.”

 

Ti potrebbe interessare anche: Il nuovo Mini Depallettizzatore è la soluzione per le piccole e medie aziende


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